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Author archives: Luigi Menegatti

Metti in regola la tua badante se non vuoi incorrere in sanzioni

Metti in regola la tua badante se non vuoi incorrere in sanzioni

Il lavoro di badanti e colf non si ferma durante l’epidemia.

Se la badante viene fermata perché si sta recando presso il domicilio del luogo di lavoro e non ha un contratto regolare, rischia un’ammenda e una sanzione penale. Inoltre è possibile che la famiglia dove la lavoratrice si reca possa subire delle penalità di tipo amministrativo a causa del lavoro in nero.

La prima sanzione è per l’omessa assunzione che va da un minimo di 200,00 € a un massimo di 500,00 €.

La seconda invece è per la mancata iscrizione all’Inps del lavoratore e la sanzione va da un minimo di 1.500,00 € a un massimo di 12.000,00 €.

Infine, il datore di lavoro dovrà risarcire anche lo Stato Italiano. Le sanzioni vanno da un minimo del 30% a un massimo del 60% in base al periodo d’evasione. In ogni caso, la sanzione minima è di 3 mila euro.

Noi di Adiura possiamo mettere in regola la tua badante ora, non perdere più tempo, chiamaci. Applichiamo il contratto nazionale del lavoro domestico.

Patente di qualità per Assistenti Familiari

Patente di qualità per Assistenti Familiari

Lo Stato perde 3,1 miliardi di euro all’anno per lavoro in nero di Badanti e Colf, una nuova norma Uni permette di certificare le competenze degli Assistenti Familiari.

Nasce la patente di qualità per il lavoro domestico (di Colf, Badanti e Baby sitter) che vuole diminuire il lavoro irregolare.

Secondo recenti dati dell’Assindatcolf e di Idos, gli Assistenti Familiari in Italia sono 2 milioni di addetti, il 70% dei quali stranieri, e vale oltre 19 miliardi di euro l’anno (l’1,25% del Pil nazionale).

Il dato più allarmante è che, dei 2 milioni di lavoratori impegnati a lavorare come Colf, Badanti o Baby sitter, solo 800mila siano regolari mentre i restanti 1,2 milioni siano irregolari: sei su 10.

Una situazione che però potrebbe migliorare grazie anche a una norma tecnica entrata in vigore dal 12 dicembre scorso: la Uni 11766:2019 che, di fatto, colma un vuoto legislativo.

Prima in Italia non esisteva un sistema di certificazione delle competenze degli Assistenti Familiari.

Da oggi quindi Colf, Badanti e Baby Sitter potranno eseguire un esame che attesta le competenze, abilità e conoscenze professionali acquisite secondo standard europei.

Questa Patente di qualità vuole correggere un grande paradosso :

nonostante che il settore domestico rappresenti un motore economico non è richiesto alcun titolo professionale.

Alessandro Lupi, vicepresidente di Assindatcolf e Ebincolf rincara la dose e sottolinea che quasi sempre ai lavoratori domestici non vengono richieste specifiche competenze.

Questo succede anche se si tratta di un lavoro che ha a che fare con i più fragili della società: anziani, bambini, malati e disabili.

Per questo entra in gioco la nuova norma tecnica Uni che mette nero su bianco i requisiti minimi per svolgere con professionalità il lavoro di Assistente Familiare.

D’ora in poi Colf, Badanti e Baby sitter potranno accedere, su base volontaria, a un esame per ottenere la Patente di Qualità.

I lavoratori domestici avranno l’obbligo, tra gli altri requisiti, di sottoscrivere un codice deontologico: nove regole di comportamento da tenere in casa, a partire dal rispetto della privacy della famiglia.

Patente di qualità per Assistenti Familiari

I requisiti per accedere all’ esame sono tre: conoscenza base della lingua italiana; attestato di partecipazione a un corso di formazione; aver lavorato per almeno 12 mesi – anche non continuativi – con un contratto in regola.

Il corso di formazione deve essere di almeno 40 ore per Colf e di 64 ore per Badanti e Baby sitter.

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