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COMUNITA’ ALLOGGIO SENEX DI BRESSANVIDO

La Comunità Alloggio “Senex” di Bressanvido,  è una struttura protetta e gestita da personale sanitario, in grado di ospitare un massimo di 10 ospiti, autosufficienti o parzialmente autosufficienti.

La Comunità Alloggio Senex di Bressanvido può essere un alloggio temporaneo o permanente per i suoi ospiti ed è controllato 24 ore su ore su 24 e 7 giorni su 7.

Oltre che accogliente, è un ambiente vivo nel quale la condivisione ed il mutuo aiuto sono le parole d’ordine.  Questa comunità ha l’aspetto di una normale casa, ma è attrezzata con le migliori soluzioni per accogliere anziani con possibili disabilità fisiche ed è gestita da personale assistenziale che svolge diverse funzioni all’interno della casa, come ad esempio la preparazione del vitto, le iniziative educative, le attività socializzanti, l’inserimento sociale, la cura della persona e dei locali, l’accompagnamento e il monitoraggio delle condizioni cliniche.

La casa è composta da un’ampia sala da pranzo e soggiorno nel quale gli ospiti possono socializzare, una veranda terrazzata dotata di biblioteca, 2 bagni, le camere sono singole o doppie, situate nel piano notte, raggiungibile anche con un servo scala.

Emergenza Covid

Considerato l’elevato fabbisogno assistenziale delle categorie più fragili tra cui quella degli anziani, abbiamo operato al fine di garantire alla nostra struttura residenziale, Comunità alloggio, il servizio di assistenza con la massima sicurezza,

Inoltre ci curiamo del rispetto delle disposizioni per il contenimento dell’epidemia in atto, riducendo il rischio di infezione da Sars-Cov-2 negli ospiti e degli operatori.

Accesso dei Visitatori

Consentiamo l’accesso di persone esterne (familiari/congiunti e operatori esterni) a coloro che non presentano sintomi di infezione respiratoria acuta, anche se di lieve entità.

Coloro che che abbiano avuto un contatto stretto con casi di COVID-19 sospetti/probabili/confermati negli ultimi 14 giorni non sono ammessi.

Limitiamo gli ingressi, previamente prenotati, a due persone per ogni ospite e li scaglioniamo per limitare il numero di visitatori contemporaneamente presenti; la durata di visita indicativa è di 30 minuti, ameno che non venga prolungata all’esterno della struttura.

Al momento della prenotazione inoltre, valutiamo lo stato di salute del visitatore attraverso la compilazione di un’autodichiarazione, che funge da Triage.

In questo documento richiediamo anche la non presenza, nell’ambito del nucleo familiare, di persone con febbre o sintomi di malattia respiratoria. Nel caso in cui un componente del nucleo familiare presentasse dei sintomi nei giorni successivi la visita, è richiesta l’immediata comunicazione alla struttura.

Conserviamo l’elenco delle prenotazioni e delle visite per un periodo di 14 giorni,.

Riproponiamo il questionario relativo allo stato di salute al momento dell’accesso del visitatore, che egli provvede a restituirci datato e firmato.

Chiediamo Infine l’utilizzo costante e corretto della mascherina chirurgica da parte di tutti i visitatori oltre che degli ospiti.

In occasione delle visite, inoltre, chiediamo di eseguire l’igiene delle mani all’ingresso della struttura.

Durante la stagione primaverile ed estiva, compatibilmente con le condizioni dell’ospite, privilegiamo lo svolgimento delle visite negli spazi esterni.

Questo per per favorire il rispetto delle regole di igiene e sicurezza.

Escludiamo, in questa fase, ogni accesso di familiari e/o altri congiunti all’interno delle stanze.

Areiamo e sanifichiamo gli ambienti costantemente, in particolar modo al termine della visita di persone esterne, predisponiamo dispenser di soluzione idroalcolica disponibili all’interno della Comunità.

Nei prossimi mesi sarà consentito l’accesso in struttura solamente a persone vaccinate con vaccino anti-covid.

I nuovi ingressi in struttura

Dopo un accertamento medico sullo stato di salute del paziente, l’aspirante ospite effettua un tampone nasofaringeo che consegnerà alla struttura entro le 48 ore antecedenti l’ingresso stesso.

L’eventuale negatività di questo tampone non implica tuttavia la sicurezza che questo ospite non possa sviluppare una malattia nei giorni successivi.

Pertanto il nuovo ospite rimane, fino a conferma della negatività, in un una stanza appositamente isolata della Comunità.

Il Tampone

Il tampone negativo all’ingresso si ripete dopo 14 giorni prima della sistemazione definitiva.

Successivamente, come per tutti gli altri ospiti, si applicano i protocolli di monitoraggio dello stato di salute dell’ospite.

Per far questo effettuiamo correntemente la verifica della presenza di segni o sintomi suggestivi dell’infezione previsti in accordo con le indicazioni regionali.

Metti in regola la tua badante se non vuoi incorrere in sanzioni

Metti in regola la tua badante se non vuoi incorrere in sanzioni

Il lavoro di badanti e colf non si ferma durante l’epidemia.

Se la badante viene fermata perché si sta recando presso il domicilio del luogo di lavoro e non ha un contratto regolare, rischia un’ammenda e una sanzione penale. Inoltre è possibile che la famiglia dove la lavoratrice si reca possa subire delle penalità di tipo amministrativo a causa del lavoro in nero.

La prima sanzione è per l’omessa assunzione che va da un minimo di 200,00 € a un massimo di 500,00 €.

La seconda invece è per la mancata iscrizione all’Inps del lavoratore e la sanzione va da un minimo di 1.500,00 € a un massimo di 12.000,00 €.

Infine, il datore di lavoro dovrà risarcire anche lo Stato Italiano. Le sanzioni vanno da un minimo del 30% a un massimo del 60% in base al periodo d’evasione. In ogni caso, la sanzione minima è di 3 mila euro.

Noi di Adiura possiamo mettere in regola la tua badante ora, non perdere più tempo, chiamaci. Applichiamo il contratto nazionale del lavoro domestico.

Patente di qualità per Assistenti Familiari

Patente di qualità per Assistenti Familiari

Lo Stato perde 3,1 miliardi di euro all’anno per lavoro in nero di Badanti e Colf, una nuova norma Uni permette di certificare le competenze degli Assistenti Familiari.

Nasce la patente di qualità per il lavoro domestico (di Colf, Badanti e Baby sitter) che vuole diminuire il lavoro irregolare.

Secondo recenti dati dell’Assindatcolf e di Idos, gli Assistenti Familiari in Italia sono 2 milioni di addetti, il 70% dei quali stranieri, e vale oltre 19 miliardi di euro l’anno (l’1,25% del Pil nazionale).

Il dato più allarmante è che, dei 2 milioni di lavoratori impegnati a lavorare come Colf, Badanti o Baby sitter, solo 800mila siano regolari mentre i restanti 1,2 milioni siano irregolari: sei su 10.

Una situazione che però potrebbe migliorare grazie anche a una norma tecnica entrata in vigore dal 12 dicembre scorso: la Uni 11766:2019 che, di fatto, colma un vuoto legislativo.

Prima in Italia non esisteva un sistema di certificazione delle competenze degli Assistenti Familiari.

Da oggi quindi Colf, Badanti e Baby Sitter potranno eseguire un esame che attesta le competenze, abilità e conoscenze professionali acquisite secondo standard europei.

Questa Patente di qualità vuole correggere un grande paradosso :

nonostante che il settore domestico rappresenti un motore economico non è richiesto alcun titolo professionale.

Alessandro Lupi, vicepresidente di Assindatcolf e Ebincolf rincara la dose e sottolinea che quasi sempre ai lavoratori domestici non vengono richieste specifiche competenze.

Questo succede anche se si tratta di un lavoro che ha a che fare con i più fragili della società: anziani, bambini, malati e disabili.

Per questo entra in gioco la nuova norma tecnica Uni che mette nero su bianco i requisiti minimi per svolgere con professionalità il lavoro di Assistente Familiare.

D’ora in poi Colf, Badanti e Baby sitter potranno accedere, su base volontaria, a un esame per ottenere la Patente di Qualità.

I lavoratori domestici avranno l’obbligo, tra gli altri requisiti, di sottoscrivere un codice deontologico: nove regole di comportamento da tenere in casa, a partire dal rispetto della privacy della famiglia.

Patente di qualità per Assistenti Familiari

I requisiti per accedere all’ esame sono tre: conoscenza base della lingua italiana; attestato di partecipazione a un corso di formazione; aver lavorato per almeno 12 mesi – anche non continuativi – con un contratto in regola.

Il corso di formazione deve essere di almeno 40 ore per Colf e di 64 ore per Badanti e Baby sitter.

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