Coronavirus, le colf rischiano il lavoro e non hanno ammortizzatori

Colf e Badanti rischiano il lavoro in questo periodo di crisi con il coronavirus. Ecco come possono accordarsi i lavoratori con i datori di lavoro

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11 Marzo 2020 Posted by Luigi Menegatti News No Comments

Coronavirus, le colf rischiano il lavoro e non hanno ammortizzatori

 

In Italia ci sono 871 mila lavoratori domestici regolari che, rischiano di restare esclusi dall’appoggio degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione in deroga, fondo di integrazione salariale) secondo il nuovo decreto legge economico che il governo approverà venerdì.

Nell’attesa già molte famiglie, a causa del coronavirus, hanno deciso di non far venire più in casa colf, badanti e baby sitter.

Per attenuare l’impatto economico della decisione ed evitare il licenziamento è possibile utilizzare, in accordo tra le parti, gli strumenti offerti dal contratto di lavoro, ovvero ferie e permessi.

Le ferie possono anche essere anticipate se il lavoratore non le ha ancora maturate. In questo modo si garantisce, sia pure per poco tempo, una retribuzione al dipendente senza interrompere il rapporto di lavoro.

Accordo scritto

Il contratto del lavoro domestico prevede che il dipendente ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie per ogni anno di servizio. Il lavoratore assunto da meno di un anno ha diritto a tanti dodicesimi di ferie quanti sono i mesi di servizio svolti.

Per esempio, con 3 mesi di servizio ha diritto a 6,5 giorni (26 diviso 12 per 3). I lavoratori stranieri possono chiedere di cumulare in un unico periodo le ferie di due anni.

Per gestire le ferie quindi, se sei un lavoratore domestico, fai un accordo in forma scritta, firmato dal datore di lavoro e dal lavoratore.

Licenziamento e preavviso

In caso di licenziamento vanno rispettati i termini del preavviso: 15 giorni se il rapporto di lavoro è superiore alle 24 ore settimanali e il lavoratore ha meno di 5 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro; 30 giorni invece con anzianità di servizio superiore a 5 anni.

Se l’orario di lavoro è inferiore alle 24 ore settimanali, il preavviso di licenziamento dovrà essere di 8 giorni , fino a due anni di anzianità, oppure di 15 giorni, oltre i due anni di anzianità.

Quando cessa il rapporto di lavoro, per licenziamento o per dimissioni, il lavoratore domestico ha sempre diritto alla liquidazione, anche se il lavoro è precario, saltuario e di poche ore a settimana.

Ciò anche nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro durante il periodo di prova, se superiore ai 15 giorni.

Informazione tratte dall’articolo pubblicato sul Corriere della sera dell’ 11 marzo 2020.

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